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La bellezza di Neapolis è la cultura filosofica
internazionale - non c'è dubbio - ma resta una immagine distorta
da sfatare. Napoli - la Neapolis! è sicuramente una città
stratificata - Rinascimento e Illuminismo sono i due cardini storici del
ripristino dell'igiene pubblica inventata dai Romani e ricostruita con
intelligenza dai Francesi. Secondo me, similmente a Parigi ,che ha
puntato, con l'ampliamento sistematico di Hausmann, a redigere una sorta
di fuga a conchiglia come quella Romana, si dovrebbe considerare
l'ipotesi di strutturare abilmente un centro politico più
affiliato a medicina e diritto (ospedali, laboratori di ricerca, analisi
e diagnostica, scuole, studi e amministrazioni, cultura e luoghi storici
come musei e teatri) - un secondo anello distributivo e culturale basato
sulla diffusione della civilizzazione urbana in grado di offrire
biblioteche, librerie, sale studio, ospedali, studi e amministrazione di
prima decentrazione e un terzo periferico con micro centri
amministrativi polivalenti e vari atti a valutare l'incremento
dell'urbanizzazione e ad assorbire le problematiche distributive.
Insomma una razionalizzazione creativa ed evolutiva della città,
basata sulle nozioni sensibili dell'urbanistica rinascimentale:
l'esposizione al vento e al sole e a contrasto le aree più
svantaggiate da tenere sotto osservazione per aria e parchi, sale studio
e servizi. A mio avviso un linguaggio urbanistico che possa essere
davvero 'italiano', incentrato ad essere Europeo al tempo stesso,
dovrebbe entrare nella logica di liberare delle aree non ben strutturate
per fare del 'grande verde' all'interno della città, risolvendo
ingegneristicamente e con incentivi di bioedilizia i restauri entrando
in una logica abitativa a lungo termine. Così potrebbero
fare una zonizzazione diversa con tre amministrazioni interdipendenti,
non tanto federalistiche ma "culturali" radicate nella
tradizione italiana dal trivio al quadrivio, dalla relazione tra
medicina e arte, medicina e diritto, storicamente fondate, prendendo
anche spunti da città come Siena in Toscana, Bologna in Emilia,
Trento in Trentino: l'dea del centro è metaforica ovviamente da
sempre ma è anche inclusiva e preventiva forse di fenomeni di
degenerazione urbanistica - quindi centro storico millenario, cerchio
generato in epoca moderna, cerchio generato in epoca contemporanea:
l'utilità potrebbe essere di differenziare le funzioni
curatoriali e conservative e strutturare in modo fine i problemi
igienici in un nuovo stile Illuministico - razionale come dice Veltroni
rivoluzionando il linguaggio attuale della politica che sembrava
dimentico di questi termini - (se qualcuno vuole leggersi l'ultimo edito
per i tipi Bompiani di Jean Petitot, e prmetto che la semiotica
generativa non potrà mai essere parziale, trova corrispondenze
con qualunque versante democratico concreto e costituzionalista, e
vorrei vedere se non è conoscenza e sviluppo). La
spazzatura a rifiuti 'o' non la capisco se non nell'idea di 'ring' - ma
qui serve la zonizzazione ad aree: si tratta di indire una sorta di
bando cittadino che pubblicizzerei con L'ultima cena di Leonardo -
ovvero fare il time out, il count down al mix distruttivo di incultura e
degenerazione ambientale, se nel calice ci metteteste il liquame di
sicuro non lo berreste, no di certo: forse il Comune, la Provincia, si
può salvare creando questi tre poli urbanistici occupandosi
seriamente e specialisticamente di ognuno di essi - con un proprio senso
del diritto come valore aggiunto - dovrebbe risolvere facendo espropri
mirati dove intende creare o far funzionare esistenti termovalorizzatori
- rimborsando chi ha gli animali e creando delle zone di salvaguardia
ecologica tenendo conto dell'aria e del movimento delle correnti in
sostituzione - soprattutto perchè storicamente la Campania
è una Regione verde e potrebbe essere un polmone marino come la
Toscana, le Marche - ma non deve rinunciare a differenziare tutto il
possibile e ad incentivare le ditte che sanno riciclare carta, plastica,
vetro, tessuti naturali e non, metalli; abolendo soprattutto la
produzione di metalli tossici con conversioni energiche e tempestive
anche multinazionali - studiando ibridi solidi riciclabili grazie
all'affinità che ha con le grandi tecnologie in cooperazione con
il territorio nazionale per creare una seria prospettiva di lungo
termine - offrire in quanche misura a quelli già esistenti,
sgravi fiscali anche per servire negozi, aziende di imballaggio. Forse
è l'innovazione ecologica la chiave di svolta della politica
italiana che può guardare ai mari e al territorio e deve
ricostruire parte di esso quando si smantella: mantenere uno status
ecologico ci porterà a sfruttare proprio i materiali di
riciclaggio pulito chiedendo alle università le ratio necessarie
per monitorare e rendere possibile l'immaginabile. C'era un detto
negli anni Settanta e c'è da giurarci che si tratta del sistema
operazioni semplici ed euclidee che ha inventato Aristotele in una
logica di maniera culturale: less is more - forse è meglio
guadagnare meno ma lavorare tutti in direzioni che abbiano dei fini
leggibili e smetterla di credere che siamo così corruttibili - ci
sono valori che non hanno prezzo, che non dovrebbero essere messi sotto
ricatto. Per queste ragioni se fosse fatta una riforma del sistema
distributivo dei seggi o legge elettorale (ne parlo perchè ho
prestato servizio decine di volte nei seggi) secondo me basterebbe che
il premio di maggioranza, che significava forse dare maggiore estensione
e armonizzazione al mandato della maggioranza non senza concepire la
necessità di un intensione qualitativa - insomma è a
questo punto che i vincitori se dessero ai vinti creando un ministero
funzionale indipendente, garantirebbero, immagino, il bisogno di
obiettività, equilibrio ed imparzialità inteliggibili di
interesse pubblico generale che rispecchia la realtà di fronte ad
un governo che incunea rigidamente e monocraticamente i suoi valori.
> per un'ecologia del pensiero pluralista e professionalistico - a
scuola e sul lavoro, nella città e ovuneque sia la comunità