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> da essere digitali a essere verdi

Petizione creata il 10/10/2010 da Tania-Letizia-Gobbett
Dettagli della petizione: > da essere digitali a essere verdi
creata da:
creata il:
10/10/2010
destinatario/i:
tutti - Parlamento
sostenitore:
verdi
url sostenitore:
categoria:
Cultura e società
tags:
ricerca ecologica e sviluppo
firme:
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Contenuto della petizione
La bellezza di Neapolis è la cultura filosofica internazionale - non c'è dubbio - ma resta una immagine distorta da sfatare. Napoli - la Neapolis! è sicuramente una città stratificata - Rinascimento e Illuminismo sono i due cardini storici del ripristino dell'igiene pubblica inventata dai Romani e ricostruita con intelligenza dai Francesi. Secondo me, similmente a Parigi ,che ha puntato, con l'ampliamento sistematico di Hausmann, a redigere una sorta di fuga a conchiglia come quella Romana, si dovrebbe considerare l'ipotesi di strutturare abilmente un centro politico più affiliato a medicina e diritto (ospedali, laboratori di ricerca, analisi e diagnostica, scuole, studi e amministrazioni, cultura e luoghi storici come musei e teatri) - un secondo anello distributivo e culturale basato sulla diffusione della civilizzazione urbana in grado di offrire biblioteche, librerie, sale studio, ospedali, studi e amministrazione di prima decentrazione e un terzo periferico con micro centri amministrativi polivalenti e vari atti a valutare l'incremento dell'urbanizzazione e ad assorbire le problematiche distributive. Insomma una razionalizzazione creativa ed evolutiva della città, basata sulle nozioni sensibili dell'urbanistica rinascimentale: l'esposizione al vento e al sole e a contrasto le aree più svantaggiate da tenere sotto osservazione per aria e parchi, sale studio e servizi. A mio avviso un linguaggio urbanistico che possa essere davvero 'italiano', incentrato ad essere Europeo al tempo stesso, dovrebbe entrare nella logica di liberare delle aree non ben strutturate per fare del 'grande verde' all'interno della città, risolvendo ingegneristicamente e con incentivi di bioedilizia i restauri entrando in una logica abitativa a lungo termine. Così potrebbero fare una zonizzazione diversa con tre amministrazioni interdipendenti, non tanto federalistiche ma "culturali" radicate nella tradizione italiana dal trivio al quadrivio, dalla relazione tra medicina e arte, medicina e diritto, storicamente fondate, prendendo anche spunti da città come Siena in Toscana, Bologna in Emilia, Trento in Trentino: l'dea del centro è metaforica ovviamente da sempre ma è anche inclusiva e preventiva forse di fenomeni di degenerazione urbanistica - quindi centro storico millenario, cerchio generato in epoca moderna, cerchio generato in epoca contemporanea: l'utilità potrebbe essere di differenziare le funzioni curatoriali e conservative e strutturare in modo fine i problemi igienici in un nuovo stile Illuministico - razionale come dice Veltroni rivoluzionando il linguaggio attuale della politica che sembrava dimentico di questi termini - (se qualcuno vuole leggersi l'ultimo edito per i tipi Bompiani di Jean Petitot, e prmetto che la semiotica generativa non potrà mai essere parziale, trova corrispondenze con qualunque versante democratico concreto e costituzionalista, e vorrei vedere se non è conoscenza e sviluppo). La spazzatura a rifiuti 'o' non la capisco se non nell'idea di 'ring' - ma qui serve la zonizzazione ad aree: si tratta di indire una sorta di bando cittadino che pubblicizzerei con L'ultima cena di Leonardo - ovvero fare il time out, il count down al mix distruttivo di incultura e degenerazione ambientale, se nel calice ci metteteste il liquame di sicuro non lo berreste, no di certo: forse il Comune, la Provincia, si può salvare creando questi tre poli urbanistici occupandosi seriamente e specialisticamente di ognuno di essi - con un proprio senso del diritto come valore aggiunto - dovrebbe risolvere facendo espropri mirati dove intende creare o far funzionare esistenti termovalorizzatori - rimborsando chi ha gli animali e creando delle zone di salvaguardia ecologica tenendo conto dell'aria e del movimento delle correnti in sostituzione - soprattutto perchè storicamente la Campania è una Regione verde e potrebbe essere un polmone marino come la Toscana, le Marche - ma non deve rinunciare a differenziare tutto il possibile e ad incentivare le ditte che sanno riciclare carta, plastica, vetro, tessuti naturali e non, metalli; abolendo soprattutto la produzione di metalli tossici con conversioni energiche e tempestive anche multinazionali - studiando ibridi solidi riciclabili grazie all'affinità che ha con le grandi tecnologie in cooperazione con il territorio nazionale per creare una seria prospettiva di lungo termine - offrire in quanche misura a quelli già esistenti, sgravi fiscali anche per servire negozi, aziende di imballaggio. Forse è l'innovazione ecologica la chiave di svolta della politica italiana che può guardare ai mari e al territorio e deve ricostruire parte di esso quando si smantella: mantenere uno status ecologico ci porterà a sfruttare proprio i materiali di riciclaggio pulito chiedendo alle università le ratio necessarie per monitorare e rendere possibile l'immaginabile. C'era un detto negli anni Settanta e c'è da giurarci che si tratta del sistema operazioni semplici ed euclidee che ha inventato Aristotele in una logica di maniera culturale: less is more - forse è meglio guadagnare meno ma lavorare tutti in direzioni che abbiano dei fini leggibili e smetterla di credere che siamo così corruttibili - ci sono valori che non hanno prezzo, che non dovrebbero essere messi sotto ricatto. Per queste ragioni se fosse fatta una riforma del sistema distributivo dei seggi o legge elettorale (ne parlo perchè ho prestato servizio decine di volte nei seggi) secondo me basterebbe che il premio di maggioranza, che significava forse dare maggiore estensione e armonizzazione al mandato della maggioranza non senza concepire la necessità di un intensione qualitativa - insomma è a questo punto che i vincitori se dessero ai vinti creando un ministero funzionale indipendente, garantirebbero, immagino, il bisogno di obiettività, equilibrio ed imparzialità inteliggibili di interesse pubblico generale che rispecchia la realtà di fronte ad un governo che incunea rigidamente e monocraticamente i suoi valori. > per un'ecologia del pensiero pluralista e professionalistico - a scuola e sul lavoro, nella città e ovuneque sia la comunità
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