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> per chi suona la campana

Petizione creata il 17/09/2010 da Tania-Letizia-Gobbett
Dettagli della petizione: > per chi suona la campana
creata da:
creata il:
17/09/2010
destinatario/i:
MIUR - SGRUF | PAT - Provincia Autonoma di Trento
sostenitore:
attualmente me stessa
url sostenitore:
categoria:
Diritto e ordine pubblico
tags:
firme:
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Contenuto della petizione
TROVATO L'INGANNO, FATTA LA LEGGE?! Il problema della "disinformazione" è stato notevolmente sottolineato nel contesto della mediazione e conciliazione civile d'obbligo nonostante paia una stringa di buon senso per tutti i gradi di giudizio e valutazione - il criterio di recessione contrattuale appare stringato contro la decisione di chi chiede aiuto, tutela del diritto, difesa, impugnazione: immagino potrebbe essere anche sottoposto a ricontestualizzazione e dunque a revisione quando ha effetti anche nel penale per le questioni di ritrattazione se solo se ne capisse a pieno la pericolosità /utilità  atta a risolvere morosità : pensate il recupero crediti vale per fatture emesse da anche dieci anni! ma la tua faccia così come sono messe le cose, la perdi in molto meno e per sempre, perchè la vera disinformazione innesta un processo a catena. In virtù dell'obbligo di comparizione - perchè la Costituzione dice, e varrebbe anche per gli attentati speciosi della disinformazione, per l'art. 111 è convocato chi in qualunque interrogatorio salvo legittimo impedimento, non vi si reca (delegando terzi), "non sappia l'italiano" in modo conseguente a comprendere e valutare ciò che gli viene offerto o profferito, divenendo inattendibile, conservando comunque tutti i diritti giuridici che sono connessi con l'istruzione ovvero di chiedere un avvocato o una spiegazione. Perciò chi disinforma con ogni modo e strumento ledendo al diritto di difesa, dovrebbe essere rimosso con le stesse attenzioni quando di fronte all'espletamento di tutte le valenze possibili, perseguita un ignaro innocente ma ignaro dell'oggetto d'accusa - Quindi da un lato dove si chiede possibilità di gettare al macero ogni atto alla source et allo scible (come consiglia di fare l'ispettore Drago sapendo di scrivere scemenze facilmente riscontrabili, date in pasto al contenzioso come prove, invece truccate e montate a sceneggiate) sarebbe da rivedere - o almeno da limitare in virtù della responsabilità di chi le usa, abusando dell'interpretazione. Invece ci viene imposta dall'Istruzione la cancellazione delle prove causando distorsioni innegabili - salvo che qualcuno decida che il contenuto, sia soggetto alla conservazinoe quinquennale come il resto degli atti, come aggiornamenti, schemi di lavoro, rapporti costruttivi e che meritano di essere restituiti alla viibilità contro lo spoglio di chi brucia le identità e le professionalità emergenti anche di persone che hanno 35-40 anni e cominciano per la prima volta ad avere contatto con la loro "vera" professione. Ogni rottura dovrebbe avere la controparte di una motivazione o intenzione di difesa, credo, o sbaglio? e ciò dipende dall'atto, specialmente quando può illegittimamente determinare conseguenze e rischi prevedibili. Il Decreto legge n.28 del 4 marzo 2010 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 5 marzo 2010 redige infatti la possibilità di recessione in caso di disinformazione delle parti, anche di una di esse dall'obbligo contrattuale redatto tra l'avvocato e il suo assistito, quindi anche di una sospensione cautelare illegittima, falsata da vizi e pregiudizi verificabili, quindi anche un licenziamento, determinato dalla causa pregressa di tale specie - quindi proprio per i valori di verità in logica, dovrebbe essere sentito il parere della vittima di un simile procedimento anche al suo stato sorgivo, d'obbligo, applicato il legittimo sospetto che costituisce l'iniziativa della difesa contro chi intimidisce o inibisce la risposta - Ovvero chi, dice l'ufficio contenzioso dello SGRUF, non esercitando dovutamente il criterio di istruzione di tirocinio, dovrebbe essere rimosso, perchè la componente funzionale del presidio di una attività pubblica è pur sempre quella che lo lega al suo contesto produttivo, promozionale, di formazione e cultura. Dovrebbe essere riammesso l'obbligo della difesa dell'assistito, in quanto soggetti della difesa, vittima di un reato possibile più grave come il licenziamento 'progressivo e d'infangamento' prodotto "mediante disinformazione" provabile e denunciata già a chi di dovere. Qui si chiede, mediante lettera e quindi ricorso, l'espressione di perplessità contro l'ennesimo mostro di Lochness, la sottoscrizione per le seguenti ragioni: la tutela del lavoro è un diritto che nel caso del docere è Costituzionale - presidiare, ovvero sfruttare l'ascesa gerarchica no, è un opzione direzionale che dovrebbe essere coerente con titoli e tesi, papers scientifici e non autodirezioni e basta sfruttando l'autovalutazione e negandola ad altri - tipici dei presidi antidemocratici. Quindi questa petizione vuole chiedere che il decreto sia approfondito in quanto: - sarebbe necessario redimere i casi in cui questo limite è stato distratto colpevolmente in relazione alla prevedibilità delle conseguenze, al falso o alla disinformazione che crea il danno, al mancato espletamento di procedure, anche quelle di tirocinio o altre se previste; - la mediazione e il controllo veridico di asserzioni fasulle, che comportano atti da parte di terzi come il licenziamento non sia oggetto di limiti nell'impugnazione qual'ora siano dimostrate le competenze buone - i 24/30 della persona richiamata o ricusata ingiustamente anche a partire dalla reputazione scientifica maturata e dai risultati; - diviene caricaturalmente inimpugnabile se la vittima è sempre accusabile di disinformazione anche quando assunti i valori di verità è forse la parte ingiustamente promovente ad averne creato il terreno prolifico! A cosa servono le sanzioni se non a limitare l'abuso di potere? Si chiede così l'estensione e l'approfondimento del decreto legge, dando all'avvocatura libertà piena di scelta e di convocazione (ovvero libertà di ricerca istruttoria) tramite lo strumento della conciliazione d'obbligo e libertà di denuncia di pressioni aggiunte indebitamente - per gli atti di disinformazione che fungono in chiave negazionistica da controllo impedendo l'emersione dei doli. questa petizione di principi è stata rivolta con preghiera al capo dello stato perchè interessi la Magistratura saluti d.ssa Tania L. Gobbett
Ultime persone che hanno aderito alla petizione:
Tania Letizia Gobbett ha scritto il 17-09-2010:
Sottoscrivo questa petizione
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