Credo che sia assurdo scrivere una contrattazione all'oscuro dei
docenti, non capire le loro perplessità legittime e ritrovarsi
con lesioni di diritti fondamentali, prima di tutto il rispetto nel
luogo di lavoro, il diritto di rivogersi in maniera diretta ai
Tribunali Giudiziari con la parola onorata e onorante, il diritto di
cittadinanza attiva anche non avendo un cognome puramente italiano, il
problema della difesa di fronte a false testimonianze costruite da
esperti di bullismo, di mobbing sociale e di stalking che risultano
essere peggio delle molestie sessuali. Un contratto che preveda
rigorosamente l'inserimento dei docenti nella scuola, dovrebbe avere
bibliografie - ausili - modelli - istruttori persino sale video per
rivedere alcuni propri progetti per migliorare la prestazione d'aula e
inoltre un inserimento adeguato a contatto con i comitati di
valutazione: invece c'è il mobbing e l'isolamento, la
guerriglia e la sperequazione. Come tutti sanno il mobbing è un
fenomeno del nonnismo ed è illegale a qualunque livello di
danno e di progettazione intenzionale sia pubblico che privato -
provarlo è difficile perché il genere di truffa che
costituisce come bersaglio sono dati sensibili, identità,
reputazione, costruzione sociale dell'identità, titoli,
riconoscimenti progettuali, iniziative costruttive e relazionali. In
un contesto come quello dell'assenza di veri istruttori dei
coordinatori dal punto di vista legale e di garanti dei diritti allo
studio e all'insegnamento - assenza di garanzie del valore scientifico
dei consigli di classe oltre che dei progetti annuali - dei titoli
accademici posseduti dai Presidi e della correttezza delle loro
interpretazioni spesso non documentate da osservazioni pertinenti ma
vaghe e assolutamente non circoscritte - il contratto dei
docenti superiori è ancora oggi uno strumento di sperequazione
e ricatto che distrugge a caso con menzogne strumentali e avvilenti
tanto da doversi inserire nel quadro dei danni esistenziali
specialmente quanto il carattere derisorio è condotto davanti
ad altri docenti per il solo mero scopro di trarre un vantaggio di
immagine nel distruggere il docente sottoposto a
valutazione - Oggi, con le qualifiche professionalizzanti
dei percorsi universitari, ancora alle superiori la parificazione
dei Presidi è erroneamente parificata a quella di Presidi di
Accedemie di Belle Arti e di Conservatori, ovvero valore puramente
accademico che di per sé vale meno che nella realtà, nel
privato del suo proprio e non ha nessun valore come dovrebbe essere il
giudizio dei dirigenti del personale amministrativo in quanto
coadiuvatori privi di creatività che non l'assorbimento
indiretto di quella dei proprio collaboratori.
Dunque è il docente il vero protagonista della scuola
- ma è presto distrutto per le proiezioni soggettive dei
valutandi che spesso non seguono i criteri motivazionali e motivanti
della valutazione, tenendo all'oscuro i propri soggetti; ritengono che
il momento di costituzione della valutazione avvenga in consiglio dove
spesso esercitano un fare processuale invece che una moderazione
scientifica dei casi e non sono mai in aula come supporter
dell'autovalutazione; suppongono di saper isolare e
focalizzare, ma non lo fanno, gli elementi per la correzione e la
valutazione e si aspettano comunque sempre tutto fatto senza dare
assolutamente nulla.
In questo contesto di furto dell'identità professionale il
contratto di lavoro dei docenti precari che abilitati all'insegnamento
tramite specializzazione si inseriscono con più classi di
concorso nel primo anno di prova, dovrebbe prevedere non solo
un'atteggiamento informato da parte del Preside, di indipendenza e
obiettività costituzionali, ma il considetto patto
bilaterale nei confronti della parola del docente sufficiente a
garantire la rimanenza nella graduatoria di provenienza, la
possibilità di ripetere l'anno di prova quando vi siano mosse
creative costitutive, con il solo requisito di derimere le sanzioni
eventualmente comprovate e di essere, invece i
docenti, "creditori" di quelle addotte fittiziamente. |