
Dettagli della petizione: Classificare la ECDL inferiore ai diplomati e laureati nei concorsi o selezioni.
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29/11/2010
destinatario/i:
Ministro dell'Istruzione Università e Ricerca
sostenitore:
Diplomati, laureati in informatica e chi vuole concorsi "giusti"
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categoria:
Scuola e educazione
tags:
ecdl, concorsi, petizione, informatica
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Contenuto della petizione
Petizione al Ministro dell'Istruzione Università e Ricerca
Richiesta urgente di equiparazione punteggio tra la ECDL e equipollenti
nei concorsi e/o selezioni di qualsiasi azienda, dando
"superiorità" ai diplomati e
laureati in informatica. La stessa Autorità antitrust ha voluto
ricondurre la "European Computing Driving License" (ECDL) al
ruolo che aveva in origine, rilevando come spesso la considerazione
della Patente informatica abbia valicato i confini del buon senso e
discriminato laureati e diplomati nei concorsi e/o
selezioni. . Secondo l'Antitrust la preferenza assoluta
che la pubblica amministrazione concede alla ECDL non è salutare.
Sebbene il ruolo della ECDL in Italia sia riconosciuto fin dal 1999 con
la stipula del protocollo tra ministero della Pubblica istruzione e
AICA, l'associazione che cura la diffusione di ECDL nel paese, la
Patente non è l'unica certificazione che possa o debba essere
considerata. Anzi, a parere degli esperti dell'Authority, la preferenza
che viene accordata alla ECDL in ambito pubblico, ma anche in ambito
privato, sta avendo un effetto negativo sulla concorrenza nel settore,
cioè su tutto il coacervo di certificazioni valide ed efficaci
che sono rilasciate in Italia da organizzazioni diverse da AICA. Quelle
certificazioni, frutto di programmi formativi alternativi, sempre meno
vengono considerate rispetto ad ECDL e, in ambito pubblico. Dello stesso
parere anche il TAR Lazio che, con uno stop alla ECDL e condanna per il
ministero dell'Innovazione, il 14 giugno 2004 la sez. III ter
del tribunale amministrativo del Lazio ha emanato la sentenza n.
5632/04, che decidendo su un ricorso proposto da una società
operante nel settore della formazione contro il progetto "Vola
con Internet" del ministero dell'Innovazione, ha negato
valore pubblicistico alla Patente europea del Computer, e ha affermato
che la ECDL (attorno alla quale ruota un appalto da 27 milioni di Euro)
è del tutto equivalente alle altre certificazioni private
disponibili sul mercato. Anzi, scrive il TAR, "la cosiddetta
Patente europea del Computer" non è un titolo di
studio o abilitazione riconosciuta dall'Unione europea, ma
esclusivamente un marchio industriale, tutelato da un brevetto
comunitario registrato anche in Italia. In particolare,
continua la sentenza, non è nemmeno corretto affermare che la
ECDL sia generalmente valida in ambito europeo come schema di
accreditamento base nell'ambito della Linea d'azione
comunitaria Europa 2002, perchè la stessa Unione europea ha
stabilito che la ECDL deve operare senza pregiudizio per gli
altri schemi nazionali esistenti ovvero della possibilità di
includere anche altri schemi di accreditamento. Dunque,
conclude il TAR Lazio, devono essere annullati il DM 8/4/2003 e
deve essere dichiarata l'inefficacia della Convenzione del
27/6/2003. Questa sentenza, finalmente, metteva e mette un primo punto
fermo su una vicenda che, fin dall'inizio aveva creato
incertezza e confusione fra gli utenti e studenti. I quali, anche grazie
al fatto che l'ECDL veniva valutata come titolo per le
assunzioni o rilasciata all'interno di scuole pubbliche,
avrebbero potuto pensare di trovarsi di fronte all'ennesimo
"pezzo di carta" necessario per superare concorsi e
trovare lavoro. Sensazione, questa che, privilegia ingiustificatamente
questa certificazione nell'ambito della formazione,
discriminando però moltissimi studenti che, dopo anni di studio e
specializzazioni si vedono "sorpassare" da persone che
fanno poche ore di corsi base. Tutto questo rende urgentemente
necessaria, una dichiarazione ufficiale e scritta da parte del Ministro
dell'Istruzione Università e Ricerca, affinchè
l'individuazione da parte delle Pubbliche amministrazioni e
delle Aziende, di una determinata certificazione delle conoscenze
informatiche di base quale standard di riferimento, peraltro, non
dovrebbe comportare di per sè l'esclusione di
certificazioni equipollenti, proprio in considerazione del livello
comunque "minimo" che l'ECDL danno, come
conoscenze in informatica e considerando sicuramente superiori i
diplomati e laureati in informatica e scuole equivalenti.