“Inps, è ufficiale: i precari saranno senza pensione. Silenzio dei media o scatta la rivolta”


image 1 - Inps, è ufficiale: i precari saranno senza pensione. Silenzio dei media o scatta la rivolta

To create your own personal petition click here

image 2 - Inps, è ufficiale: i precari saranno senza pensione. Silenzio dei media o scatta la rivolta

To create your own personal petition click here

image 3 - Inps, è ufficiale: i precari saranno senza pensione. Silenzio dei media o scatta la rivolta

To create your own personal petition click here

  • sign4rights - Inps, è ufficiale: i precari saranno senza pensione. Silenzio dei media o scatta la rivolta
 

 Details of petition “ Inps, è ufficiale: i precari saranno senza pensione. Silenzio dei media o scatta la rivolta”
 
created by:   VERONICA MINUCCI
creation date:   13/10/2010
recipient:   Tutti
supporter:   I precari
url's supporter:  
signatures:  
category:   Politica e governo
language:   Italiano
tags inserted:  


 Contents of petition
 

La notizia è arrivata e conferma la peggiore delle ipotesi. Rimarrà sotto traccia per ovvi motivi, anche se in Rete possiamo farla circolare. Se siete precari sappiate che non riceverete la pensione. I contributi che state versando servono soltanto a pagare chi la pensione ce l'ha garantita. Perché l'Inps debba nascondere questa verità è evidente: per evitare la rivolta. Ad affermarlo non sono degli analisti rivoluzionari e di sinistra ma lo stesso presidente dell'istituto di previdenza, Antonio Mastropasqua che, come scrive Agoravox, ha finalmente risposto a chi gli chiedeva perché l'INPS non fornisce ai precari la simulazione della loro pensione futura come fa con gli altri lavoratori: "Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale".

Intrage scrive che l'annuncio è stato dato nel corso di un convegno: la notizia principale sarebbe dovuta essere quella che l'Inps invierà, la prossima settimana, circa 4 milioni di lettere ai parasubordinati, dopo quelle spedite a luglio ai lavoratori dipendenti, per spiegare come consultare on line la posizione previdenziale personale. Per verificare, cioè, i contributi che risultano versati.

La seconda notizia è che non sarà possibile, per il lavoratore parasubordinato, simulare sullo stesso sito quella che dovrebbe essere la sua pensione, come invece possono già fare i lavoratori dipendenti. Il motivo di questa differenza pare sia stato spiegato da Mastrapasqua proprio con quella battuta. Per dire, in altre parole, che se i vari collaboratori, consulenti, lavoratori a progetto, co.co.co., iscritti alla gestione separata Inps, cioè i parasubordinati, venissero a conoscenza della verità, potrebbero arrabbiarsi sul serio. E la verità è che col sistema contributivo, i trattamenti maturati da collaboratori e consulenti spesso non arrivano alla pensione minima.

I precari, i lavoratori parasubordinati come si chiamano per l'INPS gli "imprenditori di loro stessi" creati dalle politiche neoliberiste, non avranno la pensione. Pagano contributi inutilmente o meglio: li pagano perché l'INPS possa pagare la pensione a chi la maturerà. Per i parasubordinati la pensione non arriverà alla minima, nemmeno se il parasubordinato riuscirà, nella sua carriera lavorativa, a non perdere neppure un anno di contribuzione.

L'unico sistema che l'INPS ha trovato per affrontare l'amara verità, è stato quello di nascondere ai lavoratori che nel loro futuro la pensione non ci sarà, sperando che se ne accorgano il più tardi possibile e che facciano meno casino possibile.

Quindi paghiamo i nostri contributi che non rivedremo sotto forma di pensione. Se reagiamo adesso, forse, abbiamo ancora la speranza di una pensione minima.

The latest signatures
PELUSO MIRCO Sottoscrivo questa petizione
MIGLIACCIO DANIELA Sottoscrivo questa petizione
CERVASONI GIULIO Sottoscrivo questa petizione
MINUCCI VERONICA Sottoscrivo questa petizione


Annunci pubblicitari

Segnala abuso

Pensi che questa petizione possa essere offensiva nei confronti di qualcuno o qualcosa?

Non esitare a contattarci all'indirizzo:
abuse@sign4rights.it